CURRENT EXHIBITION

Graniti, Società delle Guide Alpine

Group Show
December 28th - April 6th
Courmayeur
Strada Villair 2, 11013 Courmayeur - (Aosta)
CURRENT

Graniti, Società delle Guide Alpine

Group Show
December 28th - April 6th
Courmayeur
Strada Villair 2, 11013 Courmayeur - (Aosta)
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December 28th, 2025 – April 6th, 2026

Opening: Sunday, December 28th, 2025, 17.30 PM

Curators: Francesca Bieller, Edwin Hughes Scorretti

About

Siete cordialmente invitati domenica 28 dicembre alle ore 17.30, all’inaugurazione della mostra d’Arte Contemporanea ‘Graniti’ ospitata presso il Museo Alpino Duca degli Abruzzi di Courmayer, nella storica sede della Società Guide Alpine Courmayeur, che vede la partecipazione di tre affermati artisti valdostani: Sophie-Anne Herin, Marco Jaccond e Massimo Sacchetti e dello scultore romeno Cosmin Moldovan, che con i suoi quasi spiriti di montagna accompagna l’osservatore nell’attraversamento della mostra, suggerendo una direzione senza imporla.
Il massiccio del Monte Bianco attraversa idealmente l’esposizione come paradigma. La locandina presenta una fotografia di Mauro Paillex che ritrae il Monte Bianco denudato dalla neve, restituendo l’immagine essenziale della montagna e del granito.
In questo orizzonte, si collocano i lavori dei tre artisti, che ruotano attorno a una qualità più che a un tema: la densità che resiste allo sguardo e ne orienta la percezione. La materia non è intesa come immagine descrittiva, ma come soglia, come ciò che lascia intravedere solo parzialmente.
La ricerca fotografica di Sophie-Anne Herin mette in relazione la pietra con la materia organica del fiore, facendo emergere una tensione silenziosa tra fragilità e densità, tra ciò che cede e ciò che permane.
Nelle opere di Marco Jaccond, il granito diventa immagine instabile: la sua maestria nel manipolare lo sguardo si manifesta attraverso sfalsature e sfuocature che disattivano la visione frontale, rendendo la montagna un campo
percettivo in continuo slittamento.
Massimo Sacchetti usa la fustella, richiamando un metodo tradizionale diffuso in Valle. Il gesto non descrive la materia, ma la interroga, aprendo la superficie e portando alla luce ciò che normalmente resta nascosto.

Promossa dalla Società delle Guide Alpine Courmayeur, curata dalla Galleria Estopia di Aosta e su un pensiero dell’Associazione White View di Aosta, la mostra rimarrà aperta dal 28 dicembre 2025 al 6 aprile 2026, tutti i giorni dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.00.

Artist(s)

Sophie-Anne Herin

Sophie-Anne Herin è un’artista visiva italiana, formata al DAMS di Bologna e allo IED di Torino. Dal 2008 la sua ricerca prende avvio dalla fotografia per aprirsi progressivamente ad altri media, tra immagine e installazione. Il suo lavoro attraversa le questioni dell’identità, della vulnerabilità e della mancanza, estendendosi al paesaggio e alla presenza dell’animale come figura di alterità e di soglia. Espone in Italia e all’estero in contesti privati e istituzionali.


Marco Jaccond

Marco Jaccond (Aosta, 1957) avvia la propria ricerca alla fine degli anni Settanta. A partire dagli anni Novanta sviluppa cicli pittorici in cui si intrecciano i temi del doppio, del viaggio esistenziale e della memoria. Dal 1984 espone in Italia e all’estero in gallerie e spazi pubblici. Tra le mostre personali più recenti si segnalano Autour de Marcel Proust (Aosta, 2022) e Nostos – ritorno (Aosta, 2023).


Cosmin Moldovan

Cosmin Florin Moldovan (Arad, 1976) vive e lavora ad Arad, in Romania. Formatosi in scultura presso l’Università dell’Ovest di Timișoara, dove ha conseguito laurea, master e dottorato in Arti Visive, sviluppa una pratica che attraversa scultura, disegno e pittura, indagando frammentazione, memoria ed evoluzione della forma.


Massimo Sacchetti

Massimo Sacchetti, artista valdostano nato nel 1958, vive e lavora tra Aosta e Gressoney. Dopo il Liceo Artistico Nicolò Barabino di Genova, ha completato la propria formazione presso le Accademie di Belle Arti di Roma e Genova. Al suo attivo vanta oltre venti mostre personali in Italia e all’estero, tra cui New York e Londra, oltre a partecipazioni a mostre collettive, residenze e fiere.
La sua ricerca si fonda su un rapporto rizomatico tra disegno e scultura, intesi come vasi comunicanti. Il disegno custodisce il seme della scultura: tracce, memorie sfocate, genealogie frammentate. Lontano da ogni spettacolarità, il lavoro di Sacchetti persegue un’essenzialità rigorosa, quasi monacale.


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